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NVIDIA presenta la Titan V, basata sull'architettura Volta

Dopo l'annuncio del chip GV100 lo scorso maggio, in molti pensavano che il gargantuesco chip da 815 mm2 basato sull'architettura Volta non sarebbe mai uscito dall'ambito dell'high performance computing, dati i costi assolutamente proibitivi (oltre 10'000 dollari a scheda) e la scarsa disponibilità data dalle basse rese e dall'utilizzo di memoria HBM2, unita alla presenza di core dedicati ai calcoli FP64 e alle nuove unità di calcolo tensoriale.

Ed invece oggi NVIDIA presenta ufficialmente la nuova Titan V, basata sul suddetto chip GV100 e dotata di 12GB di HBM2, nell'ormai classico formato delle schede Founders Edition della casa di Santa Clara. Con 5120 CUDA cores, affiancati da 640 tensor cores e 320 texture units, la Titan V monta lo stesso identico chip presente sulle Tesla V100, ovvero un cutdown del GV100, effettivamente dotato di 5376 core che tuttavia non sono abilitati in nessuna scheda attualmente disponibile; la differenza principale è la disposizione della memoria HBM2, presente in tre stack da 4GB e 1024 bit l'uno per un bus totale di 3072 bit, mentre sulla Tesla vi sono quattro chip di memoria con bus a 4096 bit. Con le memorie impostate a 1.7 Gbps, si ottiene una banda passante totale di ben 653 GB/s, ben lontana dai 900 GB/s della Tesla V100 ma decisamente superiore a quella dell'attuale Titan Xp, che si "ferma" a 547 GB/s.

Lievissimi (1455MHz in boost) i cambiamenti alle frequenze, che la portano leggermente sotto la controparte HPC con 13.8 TFLOPS in singola precisione, 6.9 TFLOPS in doppia precisione e 110 TFLOPS nel calcolo tensoriale, pensato per il deep learning. Più evidente è il taglio della cache L2, che scende da 6 a 4.5 MB.

Titan V

Ma come ha fatto NVIDIA, ormai sei mesi fa, a produrre un mostro da 815 mme 21.1 miliardi di transistor, mantenendo lo stesso TDP delle precedenti schede Pascal? Il segreto è nella collaborazione con TSMC, da cui è nata un'iterazione riveduta e corretta dell'attuale processo produttivo 16 nm FF presente sulle schede consumer, chiamata 12 nm FFN, che ha consentito sia un miglioramento di performance sia un lieve aumento della densità di transistor; tuttavia in questo caso la partnership tra le due aziende ha permesso ad NVIDIA di allargarsi fino al massimo della superficie ottenibile per singolo chip su questo nodo, da cui è scaturita la decisione di sacrificare i miglioramenti di densità a favore dell'efficienza.

Sembra strano che NVIDIA lanci una nuova top di gamma basata su Volta dopo aver saputo che, stando ad alcune voci di corridoio, le schede da gaming di nuova generazione saranno basate su architettura Ampere. Ma infatti è questo il punto: la Titan V, esattamente come la prima Titan, non è pensata per giocare, ma per uso professionale in ambito principalmente scientifico. Ciò è chiaramente testimoniato, in primis, dalla presenza delle unità tensoriali ed FP64 assolutamente assenti nelle versioni consumer, ma anche dall'assenza della nomenclatura GTX e, infine, dal prezzo.

Se, oltre alle impressionanti specifiche, la nuova colorazione dorata del dissipatore non avesse fatto sorgere qualche domanda riguardo al costo, basta recarsi sul sito nvidia.it/titan-v per fugare ogni dubbio: la nuova Titan V infatti è disponibile per la vendita a $3000, €3100 nel mercato europeo: decisamente fuori budget per un videogiocatore, seppur ben più interessante per un professionista od un ricercatore, essendo una frazione di quello della Tesla V100. Insomma, non un annuncio che tutti aspettavano, ma di sicuro una buona notizia per chi avesse necessità di macinare calcoli, che segna un ritorno alle origini di questa linea di schede grafiche.

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