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RECENSIONE: AOC AG271QX

Il Gaming sta prendendo sempre più piede nel settore informatico, e ne sono la prova tutti gli sforzi fatti dai vari brand IT in questa direzione. Assistiamo infatti alla commercializzazione di proposte sempre più orientate ai videogiocatori, e a produttori che, per aumentare le loro vendite nel segmento Consumer, spingono sempre di più le loro politiche di Marketing verso questo mondo. Ne sono un esempio i produttori di Mainboard, che se fino ad anni fa per mettersi in luce utilizzavano l' Overclock, oggi, si può dire, che adottano in particolar modo il Gaming, vendendo le loro soluzioni con una miriade di Features per i giocatori. Quello delle MainBoard però è solo un esempio, ma che ritroviamo in qualsiasi altro segmento informatico. Non fanno eccezione infatti gli altri componenti Hardware, tra cui spuntano anche prodotti che fino a qualche anno fa erano considerati dalla maggior parte, rimanendo sempre in ambiente Consumer, dei semplici accessori. Stiamo parlando dei monitor, soluzioni che hanno ormai fatto irruzione nel mondo gaming con tecnologie dedicate sempre più estreme. E oggi parleremo proprio di loro, e lo faremo andando ad analizzare una delle società che nell' ultimo anno si è meglio distinta, visto gli elevati consensi ottenuti dal pubblico. Stiamo parlando di AOC, e nello specifico di AGON, branchia della società che si occupa espressamente di Schermi per i giocatori. Serie a cui appartiene anche il monitor che andremo a testare oggi, l' AG271QX. Un prodotto con premesse molto buone, ma sarà realmente in grado di confermarle? Scopriamolo insieme. Buona lettura.


Di seguito è presente la scheda tecnica del prodotto in test:

 

Il monitor AOC AG271QX è dotato di un panello TN in formato 16:9 con risoluzione di 2560x1440pixel a 144Hz Freesync, un Dot Pitch di 0.233 x 0.233 ed un refresh time tipico di 1ms.  La diagonale dello schermo è di 27", visto l' area di visualizzazione delimitata da misure di 596.7mm x 335.7mm. Troviamo angoli di visioni dichiarati da AOC di 170° sull' asse verticale e 160° su quello orizzontale. La retroilluminazione è fornita da un sistema WLed capace mediamente di 350candele per metro quadrato. Luminosità supportata anche da un contrasto Standard di 1000:1, che può perà raggiungere in modalità dinamica i 50M:1. Lo schermo vanta moltissime features proprietarie AOC, come quella per il miglioramento delle ombre o la riduzione del Flicker. Non mancano anche delle casse integrate con potenza di 3W. Le connessioni offerte sono molteplici sia dal punto di vista video che da quello delle espansioni, visto le 4 porte USB 3.0 messe a disposizione. Trattandosi di uno schermo da 27" troviamo delle misure complessive abbastanza generose in altezza e larghezza, ma stranamente molto contenute in profondità, visto i soli 218mm. I consumi si attestano su valori medi di 47W, che permettono al monitor di ottenere solamente una certificazione di tipo C per quanto riguarda la classe di Efficienza.


Il Monitor viene venduto in un imballo che fin da subito ne mette in chiaro il ruolo ricoperto. Troviamo infatti un' immagine del prodotto in funzione, con lo schermo che mostra un frame di un gioco, e tutte le specifiche dell' AG271QX  riassunte con dei TAB stampati sulle varie facce della confezione.

 

Lo schermo permette svariate regolazioni, così da poter essere adattato ai nostri spazi e alle nostre preferenze. Il pannello, infatti, può essere alzato o bassato con un' escursione massima di 130mm. Il Pivot, inoltre, può essere ruotato di 90°, così da poter disporre il display anche verticalmente.

   

L' AOC AG271QX è regolabile anche per quanto riguarda l' inclinazione del pannello, che può essere impostato con angoli massimi di 3,5° verso il basso e di 21,5° in alto. Inoltre, sul braccio posteriore dello schermo è presente una comoda scala graduata, questa è utilizzabile per regolarne facilmente l' altezza, e che fa coppia con un' ulteriore scala per la gestione dell' inclinazione posta subito a lato.

   

AOC ha pensato di fornire il suo prodotto anche di una regolazione relativa alla rotazione a destra e sinistra del pannello sul suo asse verticale. Questo avviene tramite un comodo perno posto nella base, e che permette un' escursione massima di 20° per lato. Parlando invece del supporto inferiore, ne troviamo uno molto compatto, visto che la base si sviluppa soprattutto lateralmente, mentre in profondità si protrae per il minimo necessario a garantire la stabilità dello schermo.

   

I tasti per accedere all' OSD del display sono posizionati nella parte inferiore destra dello schermo. AOC ha usato un sistema con tasti fisici posti sotto la cornice, con dei loghi indicanti le varie funzioni messi a vista sul bordo frontale

Spostandoci sul retro dell' AOC AG271QX ci imbattiamo in una struttura in plastica dove si mostra sgargiante, per via della sua colorazione rossa, un pannello in alluminio. Questo non svolge nessuno funzionalità al di fuori di quella estetica, caratteristica volutamente ricercata visto la tipologia del prodotto. Il pannello posteriore mette in mostra anche delle prese d' aria, destinate ad una miglior aerazione interna dei componenti, così da garantirne migliori temperature di esercizio.

   

Sul bordo laterale del pannello, per la precisione a destra, troviamo un' astina in plastica che può essere aperta o meno e che svolge la funzione di stand per le cuffie.

   

Subito sotto allo stand troviamo le connessioni Audio in entrata e uscita da 3.5mm, nonchè due porte USB 3.0.

Il parco connessioni continua anche sul pannello posteriore subito sotto al profilo in alluminio di colore rosso. Qui, infatti, troviamo a sinistra altre due porte USB 3.0 downstream più un' ulteriore USB 3.0, ma quest' ultima in Upstream. A destra, invece, troviamo le connessioni video, che ricordiamo sono una HDMI 2.0, una HDMI 1.4 MHL, una Display Port 1.2, una DVI-D ed una VGA. Qui è presente anche una porta Mini USB utilizzabile per la connessione al pannello dell' apposito controller ausiliario per la navigazione nell' OSD.

   

AOC, infatti, fornisce nel bundle del suo prodotto un controller ad interfaccia Mini USB utilizzabile per poter navigare all' interno dell' OSD dello schermo senza dover utilizzare i tasti fisici installati sul suo bordo. Questo controller, inoltre, può anche essere utilizzato per richiamare "al volo" i tre profili preferiti, nonchè per poter scorrere tutti i preset del monitor con gli appositi comandi.

   

In ultimo una nota sull' alimentazione dello schermo, che avviene attraverso un PSU esterno dalle dimensioni abbastanza generose.


Cominciamo con l' analizzare lo schermo attraverso dei test condotti senza particolari strumenti.

Una delle prove di maggior importanza è quella relativa agli angoli di visuale. Di seguito sono presenti due immagini realizzate inserendo al loro interno i tre angoli di visione dello schermo, ossia frontale, laterale e dall' alto. Abbiamo voluto eseguire questo test sia con un immagine a colori che con la classica scala di grigi, così da avere un miglior quadro d' analisi del prodotto.

    

Uno dei difetti di moltissimi schermi è il Backlight bleed. Ovvero la presenza di aloni più luminosi sul pannello. Questi, particolarmente presenti negli schermi IPS, possono essere fastidiosi nella riproduzione di scene molto scure. Si tratta infatti di una problematica che solitamente affligge i neri, andando a scemare, fino a scomparire, man mano che l' immagine si schiarisce. Per testare la presenza di questo fenomeno sul pannello in test abbiamo eseguito diverse prove, ma in primis ci siamo concentrati su quella più semplice, ovvero l' occhio umano. Per far questo ci siamo serviti di tre immagini, una nera (dove i bordi del pannello sono stati evidenziati con un rettangolo arancione), una grigia ed una bianca. Queste sono state riprodotte sullo schermo, che è stato poi fotografato per poterne visionare o meno la presenza del fenomeno.

Come potete vedere dalla foto con immagine nera il Bleeding è minimo, quasi inesistente ad occhio nudo.

       

Passiamo ora ai test condotti con il nostro colorimetro Spyder 5 Elite della DataColor.

La prima prova è relativa al Gamut, ovvero lo spazio cromatico che il pannello è in grado di ricoprire.

Il seguente grafico mostra diversi valori. Ma per capirlo dovete innazitutto sapere cosa state guardando. Partiamo con il dire che la superficie più grande, per intenderci quella curva, è lo spazio cromatico LAB. Questa contiene tutti i colori che possono essere visti dall' occhio umano. All' interno della zona LAB troviamo altri spazi cromatici, e nel grafico seguente, per esempio, possiamo vedere quello AdobeRGB, delimitato dalla linea viola, e quello sRGB delimitato dalla linea verde. Come si evince fin da subito dal grafico lo spazio cromatico AdobeRGB vanti moltissimi più colori rispetto a quello sRGB, soprattutto per quanto riguarda i verdi. Nel grafico, inoltre, è anche presenta una linea rossa, questa è lo spazio cromatico ricoperto dal monitor in test. E' chiaro che lo spazio cromatico è direttamente proporzionale alla superficie racchiusa dalla linea rossa, e quindi, a superfici maggiori corrispondono una maggior quantità di colori rappresentabili dallo schermo.

 

Un altro test molto importante è quello relativo alla Risposta Tonale, meglio conosciuta come "gamma". Questa curva non è null' altro che l' insieme delle elaborazioni non lineari effettuate dal pannello per decodificare la luminanza. L' occhio umano, infatti, non riesce a percepire la luminosità in maniera lineare come un apparecchio digitale, ed è perciò obbligatorio che lo schermo trasformi questo segnale attraverso una curva non lineare per poterlo rendere ai nostri occhi quanto più simile all' originale. Un immagine non elaborata, infatti, risulterà diversa rispetto a quella in origine, mentre corretta del valore Gamma sarà percepita dall' occhio umano in maniera più fedele. La qualità di un pannello è quindi direttamente proporzionale alla sua capacità di mantenere una determinata curva Gamma. Questa, solitamente impostabile tramite OSD, è considerata standard per valori di 2,2. Abbiamo così impostato questo valore nel menu del nostro schermo, e abbiamo eseguito il test di risposta tonale per monitorare il comportamento del pannello.

 

Il test di risposta tonale è utile anche per calcolare le gradazioni di grigio relazionate alla temperatura colore che il pannello è in grado di emettere. Lo standard vorrebbe che, se un pannello viene impostato ad un valore di temperatura colore specifico, questo deve essere mantenuto a qualsiasi gradiazione di grigio emessa. Questo però non sempre capita. Ci sono infatti delle situazioni in cui la temperatura del colore varia, discostandosi dal valori di origine, e la qualità di un pannello si misura anche in questo. Infatti, a maggiori discostamenti dal valore prestabilito corrisponde una peggior qualità. Durante il nostro test abbiamo impostato una temperatura colore di 6500K, che è considerato lo standard, e tramite il colorimetro abbiamo misurato le variazioni della temperatura colore al variare della gradazione di grigio riprodotta.

 

Un buon schermo si evince anche dalla sua luminosità. Questo valore, però, non deve essere analizzato fine a se stesso, ma deve essere relazionato ai livelli di nero che il pannello è in grado di raggiungere, generando così un valore importantissimo e definito contrasto. Il contrasto, infatti, non è null' altro che il rapporto tra il valore massimo e minimo di luminosità che il display è in grado di riprodurre. Quindi a maggiori valori di contrasto corrispondono migliori prestazioni del pannello. Questo valore è importante perchè un contrasto basso indica un monitor che, a fronte di una luminosità di un certo livello, non riesce a mantenere scuri i neri, facendoli diventare troppo luminosi e non rispettando così la fedeltà dei colori. Importante anche il punto di bianco, ovvero la temperatura del bianco che lo schermo è in grado di mantenere all' aumentare della luminosità. E' chiaro che meno questo valore oscilla e più il pannello è da ritenersi valido.

 

Un monitor non in grado di emettere colori reali perde sicuramente di qualità. E quindi importante che il Display abbia una resa cromatica molto fedele. Esiste infatti un valore definito Delta-E che altro non è che la differenza tra il colore riprodotto dallo schermo e quello campione. Quindi, all' aumentare del Delta-E si ha un incremento della differenza, a cui corrisponde una minor fedeltà dei colori riprodotti. Per questo test bisogna tenere in considerazione come l' occhio umano sia in grado di vedere differenze fino ad un Delta-E di 1, al di sotto del quale qualsiasi variazione è praticamente impercettibile, ed analizzabile solamente tramite strumentazione. Per eseguire questo test ci siamo serviti nuovamente del colorimetro, che ha eseguito uno screening del pannello in base a 48 campioni colore. Questi sono mostrati nella tabella seguente, dove è presente il Codice LAB del colore campione, il Codice Lab del colore mostrato dallo schermo e rilevato dal colorimetro, ed il valore Delta-E. Ricordiamo come a valori maggiori di Delta-E corrisponda una peggior qualità del pannello, e che risultati inferiori ad 1 sono praticamente ininfluenti.

 


Andiamo ora ad analizzare una delle caratteristiche più importanti di un pannello, ossia la sua uniformità di colore e luminanza al variare della luminosità.

Si tratta di valori che hanno una storia a se per ogni monitor che si analizza, in quanto non dipendono solo dalla qualità delle tecnologie adottate, ma anche da tantissimi altri fattori che fondamentalmente possono variare l' uniformità anche tra due monitor identici. Per esempio, una pressione maggiore del pannello in un punto rispetto ad un altro causata da un assemblaggio non perfetto, oppure piccoli movimenti interni allo schermo causati da urti anche di lieve entità, sono tutte possibili cause di variazione dell' uniformità dello schermo. 

Andando però ad analizzare l' uniformità ci teniamo in primis a spiegare cosa significa questo parametro. Semplicemente lo schermo riceve un segnale di Input, che viene trasformato in un emissione luminosa. Se prendiamo in considerazione i colori ci sarà una parte del monitor dove questa emissione ha un Delta-E minimo, ovvero una zona del pannello dove il colore riprodotto è quanto più simile a quello campione. Intorno a questa zona con Delta-E minimo ce ne saranno delle altre. Queste avranno a loro volta un Delta-E, che per garantire una buona uniformità dovrà essere quanto più vicino a quello della zona con Delta-E minimo, poichè all' aumentare dei valori corrisponderà un' omogeneità inferiore e quindi una minor resa del pannello. 

 

 

 

 

Lo stesso discorso di uniformità del pannello, però, può essere fatto anche sulla luminanza, ovvero sulla quantità di luce che è in grado di emettere. Chiaramente, a differenza dei colori, qui non avremo più un Delta-E, in quanto la differenza tra le varie zone dello schermo si baserà semplicemente sul valore di luminosità massimo misurato. Infatti ci sarà una zona del pannello dove la luminanza sarà maggiore, e altre dove sarà minore. La differenza tra queste zone, che noi abbiamo indicato nei seguenti grafici in percentuale, non farà null' altro che determinare l' uniformità della luminanza. Quindi, a valori percentuali maggiori corrisponderà una maggior differenza di uniformità, e quindi una minor resa dello schermo.

 

 

 

 


Quando acquistiamo un monitor la prima cosa da fare una volta estratto dalla confezione dovrebbe essere quella di calibrarlo. Però non tutti hanno a disposizione gli strumenti per poterlo fare, e quindi è importante che il setting Out of the box, ovvero i parametri di fabbrica del produttore, siano già più che validi.

Abbiamo così deciso di testare lo schermo anche da questo punto di vista, e utilizzando sempre il nostro Spyder 5 Elite abbiamo eseguito un test di calibrazione.

 

Di seguito sono presenti una serie di fotografie che mettono in mostra le differenze ottenute dalla calibrazione dello schermo in esame. A sinistra trovate tutte le immagini Pre calibrazione, mentre a destra tutte quelle post. Ringraziamo in particolare Christopher Greco, fotografo nonchè nostra figura dello staff, per averci passato alcuni dei suoi scatti che abbiamo utilizzato proprio per questi test, e che potete seguire sul suo profilo Instagram @chrisgreek_com. Gli scatti in questione sono dalla terza immagine in poi, poichè  per la prima abbiamo usata quella fornita dal Software DataColor, mentre la seconda e la terza sono state realizzate con software di grafica. Precisiamo come le foto al pannello Pre e Post Calibrazione siano state scattate con la fotocamera settata in manuale e con stessi settaggi, al fine di non falsare il risultato del test.

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   


Una caratteristica che molte volte penalizza gli schermi è l' interfaccia OSD. Questa, che non è null' altro il menù dello schermo dove troviamo le varie voci per la sua personalizzazione, deve rispettare certi standard, ma non sempre questo avviene. Un OSD deve essere in primis ricco di opzioni, così da poter garantire una settaggio ad HOC del pannello in base all' uso che se ne andrà a fare. Allo stesso tempo, però, deve risultare anche facile, sia nella comprensione delle varie voci offerte ma anche nella sua navigazione. Ed è proprio qui il problema, ovvero far coesistere insieme tutte queste caratteristiche. Infatti, non è raro trovare menu semplicissimi da comprendere, ma con poche voci e difficoltosi da navigare, o viceversa. La navigazione all' interno del menu, inoltre, non è data solamente da come il produttore ha studiato l' interfaccia grafica, ma anche da come è stato pensato il sistema Hardware che permette lo spostamento al suo interno. Questo, infatti, può avvenire in vari modi, e può risultare più o meno comodo in base al sistema usato e alla sua disposizione sul monitor. Disposizione che per di più deve rispettare anche certi standard estetici, che solitamente prediligono una posizione quanto più nascosta possibile. Insomma, non certo semplice, che ci fa capire come questa non sia una caratteristica secondaria di un pannello, ma una vera e propria funzione di primaria importanza e non facile da interpretare.

L' OSD usato da AOC consente una regolazione di qualsiasi parametro dello schermo, dove l' unica cosa che manca è la possibilità di impostare direttamente la temperatura del colore. Per far questo, quindi, ci dobbiamo affidare alla classica modifica di ogni singolo dei tre valori RGB.

   

   

   


Siamo giunti al termine di questa recensione e come da tradizione per i monitor la nostra valutazione del prodotto sarà da prima relativa all' analisi tecnica del solo pannello, e solo successivamente andremo a dare un giudizio complessivo sull' unità.

L' AOC AG271QX ha messo in mostra un display con alti e bassi. Siamo chiari, i risultati ottenuti sono tutto sommato validi, ma non ci fanno gridare al miracolo. Infatti contrappone prestazioni eccellenti ad altre mediocri, che di fatto lo penalizzano. Ne è un esempio la risposta tonale, che settata ad un valore di 2.2 è stata invece calcolata dal nostro colorimetro a 2.0. Questo scarto di 0.2 dal valore di riferimento passerà sicuramente inosservato agli occhi meno esperti, ma potrebbe dar fastidio ai più sensibili e puntigliosi. Stesso discorso per il colore dei grigi, che se ottimo per luminosità elevate, diventa troppo freddo per quelle basse, sfiorando addirittura i 7100K rispetto ai 6400K da noi impostati. Situazione simile anche per l' uniformità della luminanza. Il pannello, infatti, non eccelle in questo, visto la presenza di alcune zone dove la differenza tocca i 14 punti percentuali. Ricordiamo come questo difetto non sia obbligatoriamente legato alla qualità dello schermo, ma potrebbe dipendere anche da fattori esterni, ed è quindi difficile attribuire la colpa direttamente ad AOC. Ma oltre a queste tre pecche non ne abbiamo trovate altre. Il Punto di bianco è ottimo, visto la capacità del Display di mantenere una temperatura prossima ai valori standard sia a basse che ad alte luminosità. Stessa cosa vale anche per il contrasto, che riesce a garantire solo 0.2 candele sui neri con un pannello illuminato a 150cd/m2. Buona anche la fedeltà dei colori, sempre ben rappresentati e con differenze per la maggior parte dei casi non superiori a valori di 1 Delta-E salvo un paio di eccezioni. Parlando sempre dei colori abbiamo riscontrato anche una buona uniformità, a differenza di quello che succedeva con la luminanza. In questo scenario, infatti, il pannello ha restituito ottimi risultati, con una differenza massima di 2,2Delta-E, ma con valori medi di circa 1Delta-E con luminosità al 100%, ma che scendo abbondantemente sotto il valore 1Delta-E per luminosità inferiori. 

 

Insomma, un pannello che si porta a casa una valutazione media di 8,3/10.

Ma un monitor non è solo Display, ci sono infatti tanti aspetti da tenere in considerazione prima dell' acquisto, e sembra che AOC li conosca tutti molto bene. L' AG271QX, infatti, porta con se tutto il Know-How del brand, mettendo in mostra nel complesso buone caratteristiche. Abbiamo apprezzato le Features dello schermo, soprattutto quelle relative all' espandibilità, che trovano l' apice con le 4 porte USB 3.0. Il monitor, inoltre, è regolabile sui suoi vari assi, potendo alzare, abbassare, ruotare ed inclinare lo schermo, adattandolo così alle nostre preferenze. Rimanendo sempre sulle caratteristiche particolari del prodotto non possiamo non commentare il controller che AOC fornisce con il bundle. Questo, a nostro avviso, è essenziale per questo schermo, poichè ne facilità la navigazione all' interno dell' OSD. Quest' ultimo, infatti, non ci ha convinto particolarmente per quanto riguarda la facilità di spostamento al suo interno, poichè l' abitudine è di scorrere dall' alto verso il basso le varie voci, mentre con AOC è possibile spostarsi anche lateralmente, cosa che sconvolge un pò i soliti canoni e che rende difficile, almeno all' inizio, l' utilizzio dei tasti posti sul bordo inferiore della cornice. Continuando l' analisi ci imbattiamo nell' estetica, caratteristica tenuta in considerazione dai gamer, e da questo punto di vista il prodotto non teme rivali, visto le varie soluzioni adottate dal brand per farlo risaltare. Ne sono un esempio la parte in alluminio di colore rosso posto sul retro del pannello, ma anche la base realizzata in alluminio anodizzato. Questa non è solo bella esteticamente, ma anche funzionale, visto le dimensioni molto contenute in profondità, che rendono indicato il prodotto anche per le scrivanie più affolate. In ultimo un' analisi sul prezzo, che in Italia si attesa a circa 440 Euro, valore sicuramente elevato, ma allineato a quello che il monitor offre, soprattutto se si tiene in considerazione un Bundle davvero completo e che comprende cavi DisplayPort, HDMI, DVI, adattatori Mini HDMI, e altri accessori vari.

Per tutti i motivi sopra descritti conferiamo all' AOC AG271QX un voto di 8.46/10, nonchè il nostro Bronze Award.

      

Ringraziamo AOC e Text100 per il sample fornitoci

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