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RECENSIONE: AOC AG271QX - Test - 1/2

Indice
RECENSIONE: AOC AG271QX
Caratteristiche Tecniche
Descrizione Prodotto
Test - 1/2
Test - 2/2
Calibrazione
Menu OSD
Conclusioni

Cominciamo con l' analizzare lo schermo attraverso dei test condotti senza particolari strumenti.

Una delle prove di maggior importanza è quella relativa agli angoli di visuale. Di seguito sono presenti due immagini realizzate inserendo al loro interno i tre angoli di visione dello schermo, ossia frontale, laterale e dall' alto. Abbiamo voluto eseguire questo test sia con un immagine a colori che con la classica scala di grigi, così da avere un miglior quadro d' analisi del prodotto.

    

Uno dei difetti di moltissimi schermi è il Backlight bleed. Ovvero la presenza di aloni più luminosi sul pannello. Questi, particolarmente presenti negli schermi IPS, possono essere fastidiosi nella riproduzione di scene molto scure. Si tratta infatti di una problematica che solitamente affligge i neri, andando a scemare, fino a scomparire, man mano che l' immagine si schiarisce. Per testare la presenza di questo fenomeno sul pannello in test abbiamo eseguito diverse prove, ma in primis ci siamo concentrati su quella più semplice, ovvero l' occhio umano. Per far questo ci siamo serviti di tre immagini, una nera (dove i bordi del pannello sono stati evidenziati con un rettangolo arancione), una grigia ed una bianca. Queste sono state riprodotte sullo schermo, che è stato poi fotografato per poterne visionare o meno la presenza del fenomeno.

Come potete vedere dalla foto con immagine nera il Bleeding è minimo, quasi inesistente ad occhio nudo.

       

Passiamo ora ai test condotti con il nostro colorimetro Spyder 5 Elite della DataColor.

La prima prova è relativa al Gamut, ovvero lo spazio cromatico che il pannello è in grado di ricoprire.

Il seguente grafico mostra diversi valori. Ma per capirlo dovete innazitutto sapere cosa state guardando. Partiamo con il dire che la superficie più grande, per intenderci quella curva, è lo spazio cromatico LAB. Questa contiene tutti i colori che possono essere visti dall' occhio umano. All' interno della zona LAB troviamo altri spazi cromatici, e nel grafico seguente, per esempio, possiamo vedere quello AdobeRGB, delimitato dalla linea viola, e quello sRGB delimitato dalla linea verde. Come si evince fin da subito dal grafico lo spazio cromatico AdobeRGB vanti moltissimi più colori rispetto a quello sRGB, soprattutto per quanto riguarda i verdi. Nel grafico, inoltre, è anche presenta una linea rossa, questa è lo spazio cromatico ricoperto dal monitor in test. E' chiaro che lo spazio cromatico è direttamente proporzionale alla superficie racchiusa dalla linea rossa, e quindi, a superfici maggiori corrispondono una maggior quantità di colori rappresentabili dallo schermo.

 

Un altro test molto importante è quello relativo alla Risposta Tonale, meglio conosciuta come "gamma". Questa curva non è null' altro che l' insieme delle elaborazioni non lineari effettuate dal pannello per decodificare la luminanza. L' occhio umano, infatti, non riesce a percepire la luminosità in maniera lineare come un apparecchio digitale, ed è perciò obbligatorio che lo schermo trasformi questo segnale attraverso una curva non lineare per poterlo rendere ai nostri occhi quanto più simile all' originale. Un immagine non elaborata, infatti, risulterà diversa rispetto a quella in origine, mentre corretta del valore Gamma sarà percepita dall' occhio umano in maniera più fedele. La qualità di un pannello è quindi direttamente proporzionale alla sua capacità di mantenere una determinata curva Gamma. Questa, solitamente impostabile tramite OSD, è considerata standard per valori di 2,2. Abbiamo così impostato questo valore nel menu del nostro schermo, e abbiamo eseguito il test di risposta tonale per monitorare il comportamento del pannello.

 

Il test di risposta tonale è utile anche per calcolare le gradazioni di grigio relazionate alla temperatura colore che il pannello è in grado di emettere. Lo standard vorrebbe che, se un pannello viene impostato ad un valore di temperatura colore specifico, questo deve essere mantenuto a qualsiasi gradiazione di grigio emessa. Questo però non sempre capita. Ci sono infatti delle situazioni in cui la temperatura del colore varia, discostandosi dal valori di origine, e la qualità di un pannello si misura anche in questo. Infatti, a maggiori discostamenti dal valore prestabilito corrisponde una peggior qualità. Durante il nostro test abbiamo impostato una temperatura colore di 6500K, che è considerato lo standard, e tramite il colorimetro abbiamo misurato le variazioni della temperatura colore al variare della gradazione di grigio riprodotta.

 

Un buon schermo si evince anche dalla sua luminosità. Questo valore, però, non deve essere analizzato fine a se stesso, ma deve essere relazionato ai livelli di nero che il pannello è in grado di raggiungere, generando così un valore importantissimo e definito contrasto. Il contrasto, infatti, non è null' altro che il rapporto tra il valore massimo e minimo di luminosità che il display è in grado di riprodurre. Quindi a maggiori valori di contrasto corrispondono migliori prestazioni del pannello. Questo valore è importante perchè un contrasto basso indica un monitor che, a fronte di una luminosità di un certo livello, non riesce a mantenere scuri i neri, facendoli diventare troppo luminosi e non rispettando così la fedeltà dei colori. Importante anche il punto di bianco, ovvero la temperatura del bianco che lo schermo è in grado di mantenere all' aumentare della luminosità. E' chiaro che meno questo valore oscilla e più il pannello è da ritenersi valido.

 

Un monitor non in grado di emettere colori reali perde sicuramente di qualità. E quindi importante che il Display abbia una resa cromatica molto fedele. Esiste infatti un valore definito Delta-E che altro non è che la differenza tra il colore riprodotto dallo schermo e quello campione. Quindi, all' aumentare del Delta-E si ha un incremento della differenza, a cui corrisponde una minor fedeltà dei colori riprodotti. Per questo test bisogna tenere in considerazione come l' occhio umano sia in grado di vedere differenze fino ad un Delta-E di 1, al di sotto del quale qualsiasi variazione è praticamente impercettibile, ed analizzabile solamente tramite strumentazione. Per eseguire questo test ci siamo serviti nuovamente del colorimetro, che ha eseguito uno screening del pannello in base a 48 campioni colore. Questi sono mostrati nella tabella seguente, dove è presente il Codice LAB del colore campione, il Codice Lab del colore mostrato dallo schermo e rilevato dal colorimetro, ed il valore Delta-E. Ricordiamo come a valori maggiori di Delta-E corrisponda una peggior qualità del pannello, e che risultati inferiori ad 1 sono praticamente ininfluenti.

 



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