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RECENSIONE: Intel KabyLake e MSI Z270 Gaming M5

tabIl 5 Agosto 2015 Intel presentava al mondo la nuova famiglia di processori Intel SkyLake e PCH serie 100 destinati al segmento Mainstream. Questi, grazie ad un prezzo di vendita nettamente inferiore a quello delle proposte High End del brand di Santa Clara, nello specifico X99 accoppiato ai processori Broadwell E, hanno trovato spazio in moltissime configurazioni. Oltre al costo ha fatto gioco forza anche la scelta di Intel di portare avanti la sua solita differenziazione di modelli attraverso le versioni Core i3, i5 ed i7. Ci si è così ritrovati con un catalogo con proposte caratterizzate da prezzi, performance e features differenti, rendendo SkyLake ideale per un' ampia fascia di utilizzatori, spaziando da chi usa il PC per giocare a chi lo considera un semplice strumento per il Web, senza dimenticare gli Overclocker e chi ne fa un uso professionale o quasi. Oggi, dopo esattamente 18 mesi, il brand di Santa Clara ha deciso di voltare pagina, aggiornando il suo catalogo con il lancio dei processori Intel Kaby Lake ed i PCH della serie 200. Questa presentazione però, come vedremo nelle prossime pagine, non segue il classico schema "Tick-Tock" che da sempre ha caratterizzato il lancio delle CPU Intel, ma bensì il nuovo "Tick-Tock-Tock" conosciuto anche come "Process-Architecture-Optimization" (PAO) e che spiegheremo nelle prossime pagine.

E come di consuetudine il lancio delle nuove proposte Intel è seguito dalla presentazione di tutte le MainBoard dei vari partner, che, volendo prevalere l' uno sull' altro, non si fanno certo scrupoli ad introdurre Features sempre più evolute. Queste, non sono solo destinate a sfruttare a pieno il potenziale delle nuove tecnologie Intel, ma cercano anche di accontentare le richieste del mercato, sempre più attento anche al lato estetico del prodotto e non solo a quello funzionale.

Uno dei brand che con la precedente serie di prodotti era riuscito meglio in questo, trovando di fatti l' apprezzamento di una larghissima fascia di clienti, è MSI. La società taiwanese, infatti, non si è mai tirata indietro dalla realizzazione di proposte ad alto impatto estetico, e con un miglioramento della qualità costruttiva delle sue soluzioni insieme ad un parallelo sviluppo dei suoi BIOS, è riuscita, con la precedente serie di MainBoard, ad ottenere molti pareri positivi dalla critica.

Ma ormai questo è passato, e l' importante per il brand era ripetersi. Sarà riuscita nell' impresa? Per scoprirlo non ci resta che continuare nella lettura di questo articolo, visto che abbiamo avuto la fortuna di mettere le mani su una delle sue ultime proposte, la Z270 Gaming M5. Il prodotto in test oggi, come si evince anche dal nome, è destinata soprattutto a chi è in cerca di una Board per il gioco, tanto più visto che appartiene alla serie Gaming maggiormente performante di MSI, la "Enthusiast Gaming".

Siete pronti? Non ci resta che andare a scoprire l' operato di Intel e di MSI con queste nuove soluzioni.

 


Intel con Kabylake ha deciso di dare un netto taglio con il passato. Infatti questa famiglia di processori è la prima a non seguire più il classico schema "Tick-Tock" che negli ultimi anni ha caratterizzato la produzione del brand di Santa Clara. Questo si basava sul lancio di processori dotati di un' architettura già nota ma con un processo produttivo ridotto (fase Tick) e dalla successiva introduzione di una nuova architettura (Tock). In questo caso, però, Intel, dopo aver presentato Broadwell a 14nm e successivamente all' introduzione dell' architettura Sky Lake, ha deciso di ottimizzare ulteriormente le sue CPU, lanciando appunto Kaby Lake. Questo ha dato il via alla nuova policy di produzione, la "PAO" (Process-Architecture-Optimization), accantonando momentaneamente, e forse definitivamente, l' ormai vecchio "Tick-Tock"

Nella seguente tabella possiamo vedere meglio quanto spiegato precedentemente.

Intel, con la serie di processori Haswell, aveva raggiunto la fase "Tock" del suo precedente sistema di produzione delle CPU. Successivamente, con l' introduzione di Broadwell, aveva rispettato i canoni standard che prevedevano l' introduzione di un nuovo processore dotato di un processo produttivo ridotto ma con architettura già nota (Fase "Process" del nuovo sistema di produzione Intel, equivalente al vecchio "Tick"). A broadwell ha seguito Skylake, ossia una CPU che prevedeva l' utilizzo dello stesso processo produttivo adottato sulla precedente serie di CPU ma con l' introduzione di una nuova architettura (Fase "Architecture" del "PAO", corrispondente al vecchio "Tock"). Ma giunti a Kaby Lake è facile notare come il "Tick-Tock" si rompa, in quanto non vi è più l' introduzione di una CPU con processo produttivo ridotto, ma bensì di un processore che altro non è che un' ottimizzazione della precedente serie di CPU, quindi senza l' introduzione di nuove architetture o di litografie ridotte  (Fase "Optimization" del PAO).

Quindi la terza fase del "PAO" non è null' altro che un' ottimizzazione dei precedenti processori, e scorrendo le varie Slide Intel relative al lancio notiamo come Kaby Lake porti davvero pochi miglioramenti su carta alle precedenti CPU. Infatti, oltre al supporto ad alcune tecnologie Intel, come l' Optane per memorie e SSD, i processori sembrano praticamente identici a quelli precedenti. L' unica vera e sostanziale differenza è rappresentata dalla IGP, ossia la grafica integrata, che introduce un miglior sistema di Encoding/Decoding e supporta la riproduzione di formati 4K a 30FPS anche in streaming, caratteristica da non sottovalutare visto la diffusione che questo formato sta avendo in rete grazie anche a servizi come Netflix.

    

Come abbiamo già detto nell' introduzione Intel ha deciso di mantenere un catalogo molto ampio, così da avere sempre il processore giusto in base all' utilizzo che se ne farà. Con Kabylake, infatti, il brand di Santa Clara ha presentato delle unità destinate al mondo Desktop (serie S) ma anche a quello Mobile (Serie Y, U e H) con una differenziazione dettata esclusivamente dai consumi.

Entrando nel dettaglio notiamo inoltre come ogni serie vanti moltissime alternative, così da mettere l' acquirente in condizione di trovare la miglior scelta per l' uso che dovrà fare della CPU

Per esempio nella Serie S, destinata al segmento Desktop, troviamo processori di ogni tipo, dai più potenti Quad Core con Hyper Threading (Quindi con 4 core logici e 8 Threads) ai più contenuti Dual Core con HT. In questa famiglia di processori notiamo come siano presenti modelli a basso consumo, identificati dalla lettera "T", e modelli destinati all' Overclock grazie al moltiplicatore sbloccato e identificati dalla lettera "K". Una piacevole novità è presente proprio in questa categoria, dove Intel ha deciso di introdurre un terzo modello di processore "K" rispetto ai soliti due presentati fino alle serie precente. Infatti, oltre all' i7 7700K e all' i5-7600K, troviamo l' i3-7350k, processore a 2 Core e 4 Thread che di fatto, dopo tanti anni, riporta l' Overclock anche su processori della famiglia i3.

Passando alla serie Y, U ed H, invece, troviamo tutti i processori destinati al segmento Mobile.

Nello specifico la serie Y comprende CPU che fanno dei bassi consumi il loro punto di forza, risultando ideali per tutti quei device come Computestick, Detachable PC e tablet:

Nella serie U troviamo processori destinati a Notebook, Laptop ed AIO di piccole dimensioni e da consumi ridotti. Rispetto ai processori della serie Y vantano prestazioni maggiori ma anche consumi leggermente superiori.

In ultimo troviamo la serie H, caratterizzata dai processori per Notebook e "Mobile Workstation", visto la presenza di anche due Xeon, facilmente identificabili dalla sigla E3 ad inizio nome:


L' annuncio di Kabylake è avvenuto parallelamente alla presentazione dei nuovi Platform Controller Hub di Intel, ormai giunti alla serie 200 e di cui potete trovare di seguito una tabella riepilogante le specifiche:

Come si può vedere Intel ha deciso di presentare ben 5 differenti PCH, così da sostituire tutti i controller della serie 100 fino ad oggi in produzione. La nomenclatura è la stessa usata precedentemente, e troviamo quindi il modello Z270 a sostituire il Z170 e destinato a chi vuole il massimo dalla sua piattaforma grazie alla possibilità di overclockare i processori serie K e ad un elevato numero di connessioni. Troviamo poi il Q270, erede del Q170, molto simile al Z270, tanto da vantare lo stesso numero di connessioni USB, PCIe e Sata. Questo però è studiato maggiormente per i professionisti, non supportando l' Overclock del sistema ma garantando features accessorie più orientate al lavoro, come l' Intel Manageability e l' Intel vPro. Proseguendo con l' analisi dei PCH troviamo il modello H270, che prende il posto del H170 e che, come era successo con il predecessore, è destinato a chi è in cerca di una MainBoard più abbordabile come prezzo, a fronte dell' assenza del supporto all' Overclock e di meno connessioni rispetto ai PCH Z e Q. In ultimo troviamo i PCH Q250 e B250, che prendono il posto del Q150 e B150. Questi sono i PCH con meno connessioni della serie 200, che fanno del loro utilizzo su MainBoard non troppo costose il loro punto di forza. 

Facendo un raffronto più dettagliato con il passato notiamo come Intel non abbia portato molte modifiche ai suoi PCH. Di seguito, per esempio, abbiamo messo a confronto i due controller che con i processori serie 6 hanno trovato massima diffusione, ovvero Z170 e H170, raffrontandoli con le loro evoluzioni: 

 

Come si può vedere l' unico aggiornamento fatto da Intel relativamente alle connessioni sta nel numero di linee PCIe, aumentate di 4 unità su entrambi i PCH di nuova generazione, e nulla più. Inoltre, anche il socket è rimasto lo stesso, garantendo la compatibilità dei controller serie 200 con i processori serie 6, e rendendo utilizzabili le CPU di settima generazione anche con i PCH precedenti attraverso un semplice aggiornamento del BIOS.

Analizzando il Diagram Block del PCH Z170 e confrontandolo con quello del Z270 notiamo come anche le connessioni siano realizzate nello stesso modo.

Osservando il diagramma a blocchi sotto riportato e relativo ad un Z270 abbinato ad un processore di 7^ generazione si nota come Intel abbia continuato a portare avanti la sua strategia di utilizzare la CPU per la gestione delle memorie, grazie all' integrazione nel processore del memory Controller con supporto sia a RAM DDR4 che DDR3L. Questo ci lascia intuire come sarà il produttore della Mainboard a scegliere lo standard da utilizzare dando di fatto all' acquirente la possibilità, anche se remota, di utilizzare le sue vecchie DDR3L su una piattaforme di nuova concezione. Soffermandoci ancora un attimo sulle memorie notiamo come la frequenza certificata per le DDR4 sia cresciuta sino a 2400MHz, ossia un incremento di circa il 12% rispetto a quanto offerto da Z170. Intel ha deciso di affidare nuovamente al processore anche il controllo delle linee PCI Express 3.0 destinate al comparto video, grazie alla presenza di ben 16 linee PCI Express 3.0. Queste consentono di realizzare sistemi Multi VGA sia nVidia SLi che AMD CrossFire, e nello specifico con due Slot funzionanti a 8X in un eventuale sistema Dual VGA, e con una configurazione a 8x/4x/4x in sistemi Triple-VGA. Il processore integra al suo interno una GPU che rispetto al passato promette molti miglioramenti, tra cui il supporto al 4K a 30FPS, e che consente l' utilizzo di ben tre differenti Monitor con gestione totalmente indipendente . Un DMI 3.0 (Direct Media Interface) da 8GT/s si occupa di mettere in comunicazione la CPU con il PCH Z270. Questo offre il controllo dell' audio e della rete, ma anche di tutte le connessioni di Storage e tecnologie dedicate previste da Intel con questa proposta.  Entrando nel dettaglio troviamo il supporto a massimo 10 unità USB 3.0 e 14 connessioni USB 2.0, 6 porte Sata ed eSata con una banda massima complessiva di 6Gb/s e la gestione delle varie tecnologie legate allo Storage, come l' Intel Rapid Storage Technology. Infine troviamo le 24 linee PCI Express 3.0, come già detto 4 in più rispetto a Z170, con una banda teorica di ben 8GT/s l' una, che permetteranno ai brand di inserire connessioni di Storage supplementari a quelle previste da Intel.


Dopo la breve infarinatura relativa al lavoro svolto da Intel è giunto il momento di mostrarvi l' operato di MSI.

La Z270 Gaming M5 viene commercializzata in una scatola che lascia subito intendere il pubblico a cui è rivolta, visto la presenza di una foto del prodotto sulla facciata principale della confezione e di tutte le features che la caratterizzano, tra cui anche tutte quelle gaming, sul retro dell' imballo. Inoltre, il bollino "Enthusiast Gaming" presente su entrambe le facciate della confezione sottolinea il ruolo ricoperto da questa proposta nel catalogo del brand taiwanese.

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Il Bundle comprendere il manuale d' uso, il CD Driver, degli sticker scrivibili a penna da applicare sui cavi così da poter identificare a cosa si collegano senza doverli seguire da un' estremità all' altra, una mascherina I/O, un Bridge Crossfire e dei cavi Sata. 

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Il prodotto non appena estratto si presenta con un Design tutt' altro che sobrio. Come da tradizione Gaming grossi dissipatori sono messi a smaltire il calore prodotto da circuiterie e PCH. Inoltre scocce plastiche vengono utilizzate per nascondere le parti della Mainboard che ultimamente si preferisce occultare, come la zona I/O posteriore e le circuiterie sulla sinistra degli Slot PCI.

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Analizzando nel dettaglio il prodotto troviamo dei sink metallici per le circuiterie con una forma molto ricercata, così da trovare il favore dei gamer più incalliti, sempre molto inclini a forme "appuntite" piuttosto che armoniose. Questi sink si occupano dello smaltimento del calore prodotto dalle 10 fasi di alimentazione digitali che sfruttano un connettore 8Pin EPS per offrire stabilità al processore anche ad elevati carichi. La zona intorno al socket, inoltre, è abbastanza pulita, senza troppi componenti elettronici sparsi qua e la che potrebbero complicare le procedure di coibentazione in un eventuale uso estremo della proposta MSI, come può essere l' Overclock ad azoto.

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Continuando l' analisi della zona attorno al Socket della Mainboard troviamo alcune interessanti features. Una di queste, per esempio, è il VR Boost, un piccolo integrato che si occupa di pulire il segnale in arrivo alle porte USB a cui è collegato, e destinato a migliorare l' utilizzo dei visori VR. Secondo MSI, infatti, questa features consente di migliorare la qualità dell' impulso rendendolo più efficace anche in condizioni particolari, per esempio quelle in cui si utilizzino VR dotati di cablaggio molto lungo. Le memorie, inoltre, si avvantaggiano di uno shield metallico che prende il nome di "Steel Armor" e che offre una protezione fisica contro danni ed elettromagnetica contro le interferenze. Un connettore M.2 è posizionato subito sopra il primo Slot PCI express, luogo ormai di voga ma che potrebbe essere difficile da raggiungere in caso si utilizzino dissipatori di grandi dimensioni.

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La parte inferiore del PCB mette in mostra tre Slot PCIe x16, dove i primi due godono di una schermatura in metallo, come già succedeva con gli slot delle memorie, mentre il terzo, per la precisione quello inferiore, è privo di protezione. A questi si aggiungono 3 slot PCI x1 che sono posizionati così da offrire sufficiente spazio tra i primi due Slot x16 per configurazioni Multi-VGA.

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Ogni Slot PCI, sia x1 che x16, è identificato da un numero progressivo riportato su una struttura plastica posta a lato dello stesso, così da essere facilmente individuabile. Questa caratteristica, inoltre, ha anche lo scopo di coprire parte della circuiteria posta sul bordo sinistro della MainBoard, riuscendo così anche a migliorarne l' aspetto estetico. Un' altra features MSI è rappresentata dal M.2 Shield, ossia una cover metallica messa a protezione dei drive M.2, che, grazie anche ad un PAD Termico a contatto con l' unità, dovrebbe consentirne una miglior temperatura di funzionamento, dissipandone sulla superficie metallica il calore prodotto.

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A lato del dissipatore del PCH troviamo 6 connesioni Sata III, un connettore USB 3.0 un connettore U.2, anche esso dotato di una copertura metallica messa a protezione.

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Sul Backpanel della MainBoard troviamo una porta Combo PS/2, tre porte USB 2.0, una delle quali utilizzabile per il Bios FlashBack, un pulsante per il Clear CMOS, una Display Port, una HDMI Port, una porta USB 3.1 di seconda generazione type A ed una Type C. Continuando troviamo una porta di rete collegata alla Killer E2500 on-board alla MainBoard, delle porte USB 3.1 VR Ready (collegate al chip VR Boost) e le connessioni audio interamente placcate in oro.

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Una delle chicche MSI per alcune delle sue nuove proposte è la tecnologia Mystic Light, ovvero un sistema di LED RGB posti sui dissipatori e sul PCB della MainBoard, che possono essere gestiti da PC o da dispositivo mobile, attraverso l' apposita APP. Questa features consente di selezionare il colore dei Led, il loro sistema di funzionamento (ad impulso, fisso, a rotazione ecc...) e, attraverso il Mystic Light Sync, di gestire anche i led RGB di altre periferiche compatibili installate nel sistema, come memorie, ventole, dissipatori e via dicendo.

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Prima di passare ai test soffermiamoci sul BIOS a cui è possibile accedere attraverso la pressione del tasto "DEL" durante l' avvio della Mainboard.

MSI ci mette a disposizione due differenti modalità di visualizzazione del Bios selezionabili attraverso la pressione del tasto "F7". Una per i novizi chiamata "EZ-Mode" e una più tecnica e consigliata ai più esperti definita "Advanced Mode".

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Le pagine destinate all' Overclock sono molteplici e consentono un setting di fino dell' intero sistema, permettendoci così di ottenere il massimo dai nostri componenti. E' inoltre possibile salvare fino a 6 differenti profili, così da poterli "richiamare" in qualsiasi momento senza dover agire manualmente sui singoli valori.

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Interessante l' interfaccia della pagina Hardware Monitor, nella quale è possibile visionare tutti i parametri di funzionamento del sistema, nonchè gestire senza troppe difficoltà anche le ventole collegate. Una funzione chiamata "Board Explorer", inoltre, ci consente di selezionare con il mouse un' area a scelta della Mainboard così da visionare i relativi dati di funzionamento e l' eventuali periferiche collegate. Per esempio, passando il mouse sul primo Slot PCI Express con una VGA inserita, vedremo le specifiche e lo stato della scheda video. Lo stesso discorso, chiaramente, è valido anche per le periferiche di Storage. 

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Per calcolare le performance della scheda in esame abbiamo utilizzato la seguente piattaforma:

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Abbiamo deciso di eseguire svariate prove al fine di determinare quali fossero le Performance della MSI Z270 Gaming M5 abbinata ai nostri componenti, e abbiamo suddiviso il lavoro in due sessioni.

La prima parte di test è stata incentrata sul calcolo delle Performance della piattaforma abbinata ad un processore Intel Core I5 7600k. Il sistema è stato tenuto prima condizioni di Default, quindi con CPU a 3900 MHz con la modalità Turbo attiva, memorie a 2400MHz con timing a 17-17-17-39. Successivamente abbiamo ripetuto gli stessi test ma con overclock del sistema, così da vedere il boost prestazionale ottenibile dal PC, e, in questa situazione, le frequenze sono state portate a 4700 MHz per la CPU con uncore a 4200MHZ, le memorie sono state settate secondo il profilo XMP a 3200MHz con timing a 16-18-18-36.

La seconda parte di Test è stata invece incentrata sul massimo Overclock raggiungibile dai componenti montati sulla scheda madre in oggetto.


Cinebench R15, suite basata sul software di animazione Cinema 4D, è molto nota agli appassionati del settore, poichè in grado di calcolare le Performance del processore basandosi su potenti algoritmi in grado di mettere sotto stress intensivo la CPU durante la renderizzazione di una scena 3D Fotorealistica contenente più di 300000 poligoni. Durante questo test tutti i core della CPU vengono messi sotto carico, risultando di fatto un Benchmark non solo utile per l' analisi delle performance Multi Thread, ma anche ideale per l' analisi della stabilità dei processori.

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Frybench, è un benchmark cpu multi-core  basato su Fryrender. Fryrender è un simulatore fisico di luce sviluppato da RandomControl, una società spagnola con sede a Madrid. Fryrender è un motore di rendering per una foto-realistica in cui tutti gli elementi coinvolti nella generazione dell'immagine finale (materiali, luci e telecamere) sono basate su modelli fisici renderizzati accuratamente.

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WinRar è un potente programma Multi Thread di compressione e decompressione. Al suo interno contiene un benchmark relativamente breve, ma che è in grado di restituire uno score sulle prestazioni della CPU.

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7zip è un utility di compressione e decompressione Freeware. Come i più importanti software del settore supporta la tecnologia Multi Thread, riuscendo così a sfruttare al massimo anche le CPU Multi Core. Al suo interno, inoltre, contiene un Benchmark in grado di restituire uno score in MIPS, ovvero in milioni di istruzioni per secondo, relativo alle prestazioni del CPU.

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HandBrake è uno di quei programmi che non dovrebbero mai mancare in un PC. Si tratta infatti di un Software per il Video Encoding e Transcoding davvero sorprendente. Nonostante si tratti di un programma Freeware, infatti, è Multi Thread, ed è in grado di sfruttare a pieno tutti i core degli attuali processori. E' inoltre compatibile con la maggioranza delle estensioni video oggi in circolazione, e grazie a comodi Preset preconfigurati è possibile usarlo per trasformare i nostri video nei formati più idonei per la riproduzione su diversi Device, come Ipod, Ipad, Tablet e cellulari Android. Unico difetto del Software è l' assenza del supporto alle accellerazioni Hardware.

Di seguito due test di Video Encoding del celebre filmato Big Buck Bunny, che da video AVI Mpeg4 Full HD con dimensioni di 885MB, è stato prima trasformato in un file destinato alla riproduzione con Ipad, e successivamente per la riproduzione su Ipod. I risultati sono indicati sia in secondi, ovvero il tempo impiegato dal Sotfware a completare l' Econding, che in FPS, ovvero la quantità di frame per secondo elaborati dal programma durante le operazioni di transcodifica.

hand ipad

hand ipod


Per testare la gestione delle memorie abbiamo utilizzato il software Aida64 Extreme Edition che è una delle suite di Benchmark maggiormente diffuse nel settore, poichè al suo interno si  trovano moltissimi test relativi ai vari componenti installati nel PC, quali memorie, CPU e dischi fissi, ma anche degli Hardware Monitor che riportano le caratteristiche del sistema, come le frequenze di funzionamento, le tensioni applicate e i valori di specifica dei vari componenti. Se a tutto questo si aggiunge la possibilità di paragonare i risultati ottenuti con quelli fatti registrare da altri PC, è facile capire il perchè di tanto successo, poichè i meno esperti potranno intuire le prestazioni del proprio computer basandosi semplicemente sulla comparativa, mentre i più competenti potranno analizzare ogni singolo dettaglio, rendendo così il benchmark la soluzione ideale per qualsiasi tipologia di utente.

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HD Tune è uno dei programmi maggiormente affermati per quanto riguarda il testing delle periferiche di memorizzazione. Al suo interno, infatti, troviamo bench relativi alla velocità di lettura e scrittura sequenziale, nonchè test legati al random access. Per questo motivo è l' Utility giusta per individuare le prestazioni della periferica in ogni condizione di utilizzo.

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Il risultato ottenuto è buono, la mainboard in esame non fatica a spingere al massimo il nostro SSD Sata III. Qua sotto potete trovare un grafico riassuntivo della prova.

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Per i test relativi alla gestione delle periferiche USB 3.0 abbiamo utilizzato nuovamente HDTune con gli stessi Setting usati in precedenza per le periferiche Sata III.

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Di seguito potete trovare un grafico riassuntivo delle prestazioni che come potete vedere anche in questo caso sono ottime.

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3DMark 11 è il primo benchmark rilasciato dalla Futuremark in grado di sfruttare le API DirectX 11, le quali hanno introdotto sostanziali novità,come ad esempio la Tessellation. Il bench è molto intenso per il sistema, poichè basato su un loop di sei diverse scene. Le prime quattro analizzano le performance del reparto grafico, la quinta, invece, analizza la fisica del processore, mentre la sesta, ovvero l' ultima, è una scena precalcolata che testa contemporaneamente sia la fisica del CPU che le prestazione della VGA in un ambiente ricco di tessellazione.

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3Dmark Firestrike è il nuovo benchmark rilasciato da futuremark, e rispetto alle precedenti versioni incorpora al suo interno test ancora più intensi e capaci di mettere sotto stress anche i componenti Hardware più recenti, basti pensare che si tratta del primo Benchmark 4K Ready. Capace di sfruttare le DirectX 11, Fire Strike consente di capire il vero potenziale 3D del proprio sistema in un batter d' occhio anche in caso si utilizzino configurazioni Multi VGA, grazie ad un livello dei dettagli impostabile attraverso i Preset preconfigurati, oppure configurabile secondo le nostre esigenze.

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Semplicità e ampi margini di Overclock sono tra le caratteristiche maggiormente tenute in considerazione dalle persone interessate all' acquisto di componenti per un nuovo PC. L' overclock, infatti, attraverso l' aumento delle frequenze di funzionamento dei componenti installati, quali CPU, memorie e VGA, permette di migliorare esponenzialmente le prestazioni del PC, consentendo così di avere una piattaforma più prestante. Basta infatti pensare che un sistema overclockato è in grado di eguagliare, ed in alcuni casi superare, le prestazioni di un computer appartenente ad una fascia di mercato superiore, il tutto al prezzo di quella inferiore.

Abbiamo eseguito due sessioni di test, in questa prima fase prima ci siamo dedicati alla CPU utilizzando i benchmark Cinebench e SuperPi nella variante 1m andando a cercare la massima frequenza possibile per terminarli in maniera corretta. La MainBoard si è comportata egreggiamente, permettendoci di chiudere con molta semplicità il primo ad una frequenza di 5,1 GHz, e raggiungendo i 5,2 GHz per quanto concerne il secondo Benchmark.

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In questa seconda parte abbiamo mantenuto la CPU stabile a 4.7GHz e siamo andati a vedere come si comportava la Mainboard nella gestione dell' overclock delle RAM. Per fare ciò ci siamo serviti ancora una volta del SuperPi, però nella variante da 32m, così da stressare al massimo il memory controller. Successivamente abbiamo eseguito una prova per verificare la massima frequenza di boot delle memorie che permettesse sempre la chiusura di un SuperPi 32m, test davvero stressante per il sistema, in quanto non solo lo si sottopone allo stress del Benchmark, ma anche a quello di un boot completo.

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Come si può notare la gestione dell' overclock delle memorie non è un problema, partendo da un SPD di 3200MHz con timing 16-18-18-36-2t a 1,35v, il sistema ci ha permesso di chiudere il SuperPi 32M salendo fino a 3466MHz mantenendo i timing di default. La tensione delle ram è stata portata a soli 1,45V, voltaggio di poco superiore a quello del profilo XMP dei maggiori moduli spinti in commercio. Purtroppo il sample delle  ram in nostro possesso non è riuscito ad andare oltre, ma non per colpa della mainboard in esame, ma proprio come limite fisico già mostrato su altre piattaforme.


Giunti al termine di questa recensione non ci tocca che valutare l' operato di entrambi i produttori. Intel, con la sua nuova politica di produzione, in un certo senso, è come se avesse deluso le aspettative. Infatti, abituati al "Tick-Tock", ci aspettavamo di più dal produttore di Santa Clara, e non un semplice aggiornamento. Ma siccome attualmente il PAO è la nuova politica di produzione del brand, e che probabilmente ce la porteremo avanti per diversi cicli, altro non possiamo fare che tenercela e analizzare ciò che è stato fatto. Dal punto di vista prestazionale sono davvero nulli gli incrementi a pari frequenza ottenuti dal processore se ipotiziamo un uso High end dello stesso, quindi presumibilmente in una configurazione con VGA dedicata. Ma in caso di assemblati o sistemi mobile che sfruttano la grafica integrata, i miglioramenti sono presenti, grazie ad una IGP con un miglior sistema di encoding capace di supportare anche risoluzioni 4K a 30 FPS. Discreti miglioramenti sono stati fatti anche dal punto di vista energetico, riuscendo a mantenere bassi i consumi anche a fronte di frequenze superiori rispetto a prima. Questo affinamento probabilmente è responsabile anche del maggior vantaggio che questi processori offrono rispetto ai predecessori, ossia l' Overclock. Con Kaby Lake, infatti, Intel è riuscita a garantire migliori doti di Overclock, visto che tutti i processori testati ci hanno facilmente permesso di raggiungere valori di clock in daily Use nell' ordine dei 5.0 GHz, clock quasi utopistico per la serie precedente di CPU. Altre novità eclatanti Intel non le ha introdotte, a parte il supporto alle memorie e SSD Optane, tecnologia però che ad oggi è ancora poco sfruttata. Insomma, diciamo che l' update non era quello che il Power User voleva, ma possiamo dire che Intel si è comunque salvata in corner garantendo migliori margini di Overclock, e quindi performance ugualmente superiori, ma soprattutto non obbligando i suoi clienti a dover aggiornare tutto per avere Kabylake, visto la decisione di usare lo stesso socket e garantendo quindi la compatibilità delle nuove CPU anche con le MainBoard serie 100.

Passando al lavoro di MSI, invece, eravamo curiosi di capire se il brand sarebbe stato in grado di mantenere gli standard che hanno caratterizzato la sua precedente serie di prodotti, e, a nostro avviso, non solo ci sono riusciti, ma in parte sono anche riusciti a migliorarsi. Il layout del prodotto è ben studiato, i componenti sono tutti ai punti giusti ma qualcosa da migliorare a nostro avviso c' è ancora. Per esempio non capiamo il motivo per cui non è stato utilizzato uno shield anche sull' ultimo Slot PCI Express, oppure il perchè non siano presenti tasti on board per l' avvio ed il reset del sistema, sicuramenti più utili rispetto ad un "EZ Debug Led" che va in poche parole a copiare le informazioni date dal classico Debug Monitor posto nella parte inferiore del PCB mostrandole all' utilizzatore solamente in modo un pò più chiaro. Parlando di prestazioni è vero che vanno sempre a pari passo con i componenti che vengono montati sulla MainBoard, ma è anche vero che bisogna saperla gestire tutta questa potenza, e durante i nostri test la Z270 Gaming M5 non ha dato nessun segnale di sofferenza. La scheda madre è riuscita in ogni circostanza a tirare fuori il massimo dai nostri componenti, soprattutto sul fronte Storage dove le features del brand aiutano e non poco. La dissipazione, inoltre, è molto ben curata, visto che MSI ha lavorato sia sullo smaltimento del calore delle zone solitamente critiche, come le circuiterie di alimentazione, ma anche di zone storicamente più "soft", ne è un esempio  lo M.2 Shield, destinato a dissipare il disco ad interfaccia M.2 evitandone così il throttling per surriscaldamento. Il Bundle del prodotto è nella norma, o meglio è allineato a quello che ormai i brand ci hanno abituato a vedere, visto che a nostro avviso qualche cablaggio Sata in più, o magari qualche adattatore o HUB USB potevano essere tranquillamenti inseriti. Il prezzo a cui si trova il prodotto nel web è di circa 200 Euro, valore tutto sommato contenuto se si considera il ruolo ricoperto da questa proposta nel catalogo MSI e sicuramente allineato a quello che la Z270 Gaming M5 è in grado di offrire.

In merito a quanto detto conferiamo a MSI un 8,6 in pagella, nonchè il nostro Silver Award. 

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Si ringrazia MSI per il sample fornito.

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